Il ponte

Camelozampa da qualche anno sta portando in Italia gli albi illustrati di Eva Lindström, un’autrice svedese che a me piace tantissimo, e che nel 2022 ha vinto il prestigioso Astrid Lindgren Memorial Award.

Gli albi di Eva Lindström sono una porta verso un mondo misterioso, in cui ciò che vediamo e ciò che leggiamo sembrano sempre nascondere qualcosa. Sono albi che giocano con le ombre, con i dettagli inconsueti e, soprattutto, con il non detto.

Quest’anno è arrivato, finalmente, il mio albo preferito di Eva Lindström, Il ponte, che è proprio un capolavoro del non detto.

I personaggi sono un maialino e due lupi. Il maialino è in macchina, diretto verso chissà dove. Trova sulla strada un lupo che lo informa che il ponte, più avanti, non è agibile: stanno facendo dei lavori, ci vorrà qualche ora.

Dunque invita il maiale a casa sua, dove c’è ad aspettarli la compagna del lupo. La lupa prepara del caffè per l’ospite, lo bevono insieme.

Fanno conversazione ma è una conversazione strana, in cui il maiale fa delle domande cordiali e le risposte dei lupi sono secche. Sembra che i lupi non sappiano fare conversazione, sembra che siano impacciati. Eppure sembra che non desiderino altro che avere un ospite con cui parlare e bere il caffè.

Per tutta la lettura permane la sensazione che quello a cui stiamo assistendo sia un agguato, una trappola per il maiale, e che i lupi getteranno la maschera e faranno ciò che fanno sempre i lupi nelle storie.

E invece no. La nostra aspettativa resta delusa. Il nostro (vostro!) pregiudizio nei confronti del lupo viene smentito. Finito il caffè è ora di andare, il lavori sul ponte saranno finiti. Il maiale è libero.

Questi sono i fatti in poche parole (ma forse più parole di quelle presenti nell’albo). Non rivelerò il finale di questa storia, che è una storia piccola e stupenda, ma in realtà non è nemmeno così importante saperlo. Ciò che importa è entrare nella casa dei lupi, stare in quegli spazi ampi, nelle distanze tra i personaggi, negli angoli sbilenchi della loro casetta.

Il mio consiglio è di entrarci al più presto.

Inoltre la scorsa settimana a Bologna, in occasione della fiera, è stata inaugurata una mostra dedicata a Eva Lindström in cui ci sono, oltre alle tavole dei tre albi tradotti in italiano da Camelozampa, anche una ricca galleria di illustrazioni tratte da altre opere dell’autrice svedese. Eva Lindström all’inaugurazione non c’era, perché non poteva lasciare il suo cane a casa da solo. Questa cosa mi ha fatto sorridere ma è anche significativo: è proprio ciò che farebbero i suoi personaggi.

La mostra, curata da Hamelin, è visitabile presso la Fondazione Del Monte fino al 29 maggio. Si intitola Niente è impossibile per noi!, come il primo albo di Eva Lindström pubblicato in italiano da Camelozampa (di cui presto vi parlerò). In occasione della mostra, Camelozampa e Hamelin hanno realizzato anche un bel libretto: Come leggere Eva Lindström.