Minibombo è forse la casa editrice che amo più di tutte, almeno nel campo degli albi illustrati, perché il senso dell’umorismo che contraddistingue tutti i loro libri è qualcosa di ineguagliabile.
Da qualche anno ho notato che stanno sperimentando con libri che non hanno una vera e propria storia, eppure in un certo senso sì: li definirei libri lista. Sono libri che giocano sulla ripetizione di un’idea strampalata, oppure giocano con la grafica e con l’interpretazione delle immagini; o in ogni caso sono libri che giocano.

Come riconoscere una forchetta, finalista al Premio Andersen 2026, è uno di questi. È un libro in cui si gioca con le definizioni degli oggetti, che sono scritte in modo da descrivere perfettamente l’oggetto dichiarato; ma è tutto un equivoco, perché quelle stesse definizioni sono perfette per descrivere anche qualcos’altro!
È un libro intelligente, perché con il gioco e con l’umorismo aiuta a familiarizzare con l’ambiguità del linguaggio e a prendere consapevolezza di quanto sia importante il contesto nella comunicazione.
Il libro è diviso in quattro capitoli: In cucina, In bagno, In camera da letto e In salotto.

In ogni capitolo ci sono le definizioni di alcuni oggetti, e poi lo svelamento, che non fa una piega. Non vi aspettate, però, di trovare davvero quello che pensate.




Non faccio spoiler ma forse qualcuno avrà già capito come funziona…

Esiste anche un secondo volume di questa, che potrebbe diventare una serie, e che spero di avere presto tra le zampe: Come riconoscere un innaffiatoio, dedicato agli oggetti da giardino.
