La nottataccia

A chi non è mai capitato di mettersi a letto, spegnere la luce, rilassare il corpo in una posizione confortevole, preparare i muscoli alla dolcezza del sonno, chiudere gli occhi e… riaprirli subito dopo. Qualcosa non ha funzionato, il sonno è svanito.

Ecco, in questo bellissimo albo illustrato, La nottataccia di Bruno Zocca, edito da Lupoguido, succede proprio questo: una bambina, Lucia, non riesce a dormire.

Inizia così un’avventura notturna alla ricerca di una soluzione al suo problema, ripercorrendo tutti i passaggi che, come in una ricetta, sono necessari per addormentarsi, prima dentro casa e poi fuori, dove Lucia incontra qualcuno che ha il suo stesso problema, un orso.

(Ed è facile cogliere l’omaggio di Zocca a Lucy/Gli orsi , di cui abbiamo già accennato qualcosa quando abbiamo parlato di Leggere teatro è un gioco da ragazzi di Federica Iacobelli, anche se lì gli orsi non si vedono mai).

Le illustrazioni di Zocca sono caratterizzate da colori pastello, tenui e dolci come una notte serena, che contrastano perfettamente con lo stile del disegno, che è invece netto, definito, ricco di particolari, tutt’altro che onirico: sveglio come una persona sveglia nel cuore della notte.

Che dire, è un libro perfetto come fiaba della buonanotte, ma lo possiamo consigliare anche a chi proprio non riesce a prendere sonno: viene voglia di leggerlo e rileggerlo fino all’alba.

Bruno Zocca, autore e illustratore di questo libro, è di Verona, ha studiato illustrazione e grafica all’Isia di Urbino e ora vive a Bologna. La nottataccia nel 2026 ha vinto il Super Premio Andersen Gualtiero Schiaffino e il Premio Andersen per il Miglior libro 3-6 anni, con questa motivazione:

Per un albo illustrato che celebra il potere delle storie e la forza dirompente dell’immaginazione infantile, che abita ogni spazio della casa. Per l’umorismo che traspare dalle espressioni dei personaggi e per la cura che l’autore riserva ai dettagli, disseminando il libro di indizi che contribuiscono alla dialogicità della lettura.

Bravissimo, Bruno!

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